Storia

Riva Valdobbia era una tappa d’obbligo per gli emigranti che andavano all’estero e ne rientravano percorrendo la Grande Strada d’Aosta, l’antica Via Regia, importantissima arteria che metteva in comunicazione le terre del Ducato di Milano, del qutela Nicolao Sottileale la Valsesia fece parte fino al 1707, con la Valle d’Aosta, la Francia e la Svizzera La strada risaliva la Valgrande fino a Riva Valdobbia, percorreva la Val Vogna ed il Vallone di Valdobbia, attraversava il Colle per scendere a Gressoney-St. Jean. Da qui valicava i colli della Ranzola e di Joux , e ad Aosta si divideva, per dirigersi verso il Grande o il Piccolo S. Bernardo. Questo itinerario era frequentato da mercanti, ma soprattutto dagli emigranti stagionali, che si portavano sui luoghi di lavoro a marzo e tornavano in patria tra novembre e dicembre. L’inclemenza del clima in quei mesi e le valanghe causarono moltissime vittime.

Nel 1787 Gospiziosottile anticaian Giuseppe Liscotz di Gressoney e il capitano Giovanni Giuseppe Gianoli di Riva fecero costruire sul Colle Valdobbia una stalla e una cappella, ricoveri risultati col tempo inadeguati per l’intenso passaggio nei due sensi degli emigranti. Figlio di emigranti lui stesso, il canonico Nicolao Sottile nativo di Rossa in Val Sermenza, conosceva bene la situazione di quel valico talora infausto. Una disgrazia avvenuta nel 1820 lo indusse alla costruzione a sue spese, dell’Ospizio che venne ultimato nel 1823. Sorse così presso il Colle, il primo Ospizio, il più alto delle Alpi. Dopo di allora il transito dei viandanti fluì sicuro.

Il canonico provvide a mantenerlo aperto nel periodo invernale dal 1822 al 1831, fino a quando lo cedette al Comune di Riva Valdobbia. Per 23 anni, dal 1833 al 1856, Giacomo Clerino, ex soldato napoleonico, esercitò lassù il duro compito di custode. L’ospizio ospitó anche Principi e Regnanti. Nel 1871 l’ospizio acquistò maggiore importanza con l’istituzione dell’Osservatorio meteo­rologico del Colle di Valdobbia, il primo in Piemonte.

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Nell’estate 2010 la struttura è stata completamente recuperata in tutto il suo splendore e riaperta al pubblico l’antica cappella che è oggi parte integrante del rifugio e dove è possibile trovare infissa nel muro una targa che ricorda la partecipazione della Regina Margherita di Savoia alla Santa Messa del 4 agosto 1890.

Oggi il rifugio, che si trova per metà su territorio Valdostano e per metà su territorio Piemontese, è gestito con tanta passione da uno staff giovane, competente, amante della montagna, della cucina genuina e dell’accoglienza.


 

bandiera inglese

Val Vogna is a lateral valley of Valsesia inside the municipality of Riva Valdobbia, Italy.

West of Riva Valdobbia town, opens the Val Vogna, a side valley just in part served by paved road, on the old so-called Antica via d’Aosta “ancient Aosta Track”, that united Riva Valdobbia to Gressoney-Saint-Jean through the colle di Valdobbia, the Valdobbia Pass.

Val Vogna was an emigration route, connecting Valsesia and Val D’Aosta through the colle Valdobbia pass (2480 m.).

The Antica via d’Aosta, latter renamed via Regia (Royal path), follows the Vogna Valley up to the Napoleonic Bridge: here, the track left the main valley and climbed on the west bulkhead of the Rissuolo torrent valley, up to La MontataHamlet and then inside up to Colle Valdobbia and its Ospizio Sottile mountain hut.

On the pass, the rifugio Ospizio Sottile was built in the XIX century to give shelter to the people moving in and out the valley.
The “Aosta Track” was a major emigration route for most of the Sesia Valley people going for seasonal works abroad, mostly in France. The Sesia Valley goes basically eastward from the Monte Rosa to Varallo and the plains, so it was much shorter to pass the mountains in this relative safe spot.

As the migrations period were early in spring and late in the autumn, accidents due to bad weather and avalanches were frequent. A small provisonary hut was built, then the more substanzial Ospizio in stone was built and dedicated to the canonic Nicolao Sottile,  a priest that worked hard to find the money and volunteers for the building.

The hut was finished in 1823. Thus the first and highest pilgrim hospice of the Alps was borned.

The hut hosted Princes and Regents, too. In 1871 the hospice gained more importance with the establishment of the Meteorological Observatory of the Colle di Valdobbia, the first in Piedmont.

In 2010 the building has been completly restored and the ancient chapel opened to the public.

A plaque on the wall was stuck in the wall commemorating the participation of the Queen Margherita of Savoy to a Holy Mass on 4th August 1890.

Today, the Ospizio Sottile is a common travelling point for hikers and mountaneers and it’s run by a young couple, who loves mountain and genuine cuisine.